Stati Generali dell’Associazionismo degli Italiani nel Mondo

luglio 31, 2016/ Leggici/

Il 3 e 4 Luglio Pietro Lunetto ha partecipato a Roma agli Stati Generali dell’Associazionismo degli Italiani nel Mondo in rappresentanza de La Comune del Belgio.

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Qui di seguito riportiamo integralmente il suo intervento.

La Comune del Belgio, una realtà della nuova emigrazione, ha aderito convintamente e fin da subito al progetto degli stati generali degli italiani nel mondo.

Lo abbiamo fatto perche riteniamo che ad oggi manchi un luogo di confronto e discussione su larga scala dove poter avviare una elaborazione per i problemi che vive l’emigrazione italiana all’estero, vecchia e nuova. Un luogo dove poter elaborare soluzioni collettive a problemi che definire individuali è riduttivo, ché data la mole e la portata devono essere ormai considerati problemi e bisogni collettivi.

Un luogo che è – e nasce – per essere aperto a tutti migranti, singoli cittadini, individui al momento non organizzati. Diciamo questo perché oggi, la maggior parte degli italiani che emigra non svolge attività associative di nessun tipo, men che meno politica, come emerge dai risultati della nostra inchiesta conoscitiva sulla nuova emigrazione italiana in Belgio: meno del 15% dei 500 intervistati (nuovi migranti in Belgio) svolge un’attività associativa. Questa maggioranza piu o meno “silenziosa” va coinvolta: anche attraverso forme di partecipazione diverse da quelle tradizionali.

Lo strumento che abbiamo scelto per ‘avvicinare’ queste persone, senza reti di assistenza, familiari, amicali, frammentate perchè lo sviluppo della società stessa che ha imposto loro questo modello – è stato quello dell’assistenza virtuale: uno sportello on-line di supporto, aiuto e assistenza a chi, come noi, è arrivato in Belgio, si è trovato da solo a confrontarsi con esigenze e problemi anche nuovi e inaspettati. Questo nuovo modo di assistenza e avvicinamento on-line è ovviamente un mezzo, e non un fine in sé. Attraverso l’assistenza volontaria e gratuita cerchiamo infatti di attivare reti di solidarietà, da parte di chi si impegna in prima persona, ma anche da parte di chi riceve assistenza, che diventa a sua volta portatore di conoscenze e esperienze utili ad alti. Il mutuo soccorso, appunto.

Il nostro modello teorico e pratico è quello di promuovere e praticare il mutuo soccorso.  In una comunità  spesso lacerata in mille rivoli, atomizzata, la riscoperta della solidarietà è uno dei pochi antidoti alla marginalità sociale  in cui rischiano di cadere o rimanere larghe fasce di emigrazione.

Gestiamo con le energie dei nostri volontari uno sportello di supporto on line che da qualche mese è diventato anche fisico, dove cerchiamo di aiutare a chiarire le numerose domande ai problemi che il percorso migratorio poco organizzato crea.

Crediamo che il nascente forum debba essere un luogo inclusivo ed aperto ad ogni collaborazione con associazioni che portino avanti i nostri stessi valori e visioni, dove poter creare sinergie per delle campagne di scopo, utili nella risoluzione di quei problem che oggi viviamo, magari rimasti senza rappresentenza, e che solo con un ampio coinvolgimento di tutti gli attori ed ampie campagne di sensibilizzazione potrà trovare una possible soluzione. Citiamo a titolo puramente esemplificativo l’espulsione massiccia dei cittadini comunitari dal Belgio, dove a parte l’intervento dell’INCA, della CGIL e di piccole rappresentanze politiche poca solidarietà è arrivata. Cosa sarebbe successo se avessimo avuto una forte e coesa rete associativa che globalmente si fosse mossa a contrasto di queste politiche repressive e antisociali?

Ma per dibattere e confrontarsi sulle soluzioni dei probelmi, bisogna prima conoscerli e conoscere la società che li genera. Per questo è necessario un lavoro di inchiesta sociale, continua e non occasionale. Organizzata in modo da poter mettere in luce in maniera strutturata e puntuale I cambiamenti della nostra comunità all’estero.

Ma non dovremmo restringere il nostro campo di azione alla sola emigrazione italiana. Vediamo necessari ed imprescindibili i contatti e le sinergie con le altre comunità emigrate del nuovo paese ospitante.

Come crediamo che sia enorme l’aiuto che la comunità emigrante italiana all’estero può dare nell’affrontare la questione dell’immigrazione in Italia, perché siamo giunti al paradosso che in Italia si considera il connazionale che emigra come una persona che cerca di migliorare il suo futuro mentre l’immigrato che arriva in italia uno che vuol solo creare problemi e che va “aiutato a casa sua”.

Bisogna unificare la lotta sui diritti universali delle persone e su strumenti di welfare minimo coinvolgendo tutte le comunità migranti e cercando di fare rete anche con le realtà istituzionali.

Legando queste iniziative anche al contrasto dello sfruttamento del lavoro. Sia quando questo convolge un emigrante italiano all’estero (magari sfruttato da un altro italiano) sia quando la vittima è emigrato in Italia.