Gli infortuni sul lavoro

/ maggio 23, 2016/ Senza categoria

La prima legge a tutela degli infortuni occorsi ai lavoratori dipendenti risale al 1903 e ha avuto il merito di inserire nel patrimonio legislativo belga il concetto di responsabilità oggettiva del datore di lavoro rispetto agli incidenti sul lavoro. La giurisprudenza si è poi evoluta e ampliata a vantaggio dei lavoratori, ma il sistema di oggi è regolato dalla legge del 10 aprile 1973, per la quale i datori di lavoro sono obbligati a sottoscrivere un’assicurazione che tuteli i propri dipendenti, pena l’applicazione di sanzioni di diritto penale. Questo significa anche che, in caso di incidente, la responsabilità del risarcimento verso il lavoratore è interamente dell’istituto assicuratore. D’altra parte, lo Stato belga può, in caso di mancato adempimento dell’obbligo di tutela assicurativa da parte del datore di lavoro, aiutare il lavoratore vittima dell’incidente attingendo alle risorse di un istituto apposito, il Fonds des accidents du travail (FAT).
Diverso è il caso dei lavoratori indipendenti, per i quali non viene garantita una tutela in caso di infortunio sul lavoro, nonostante essi godano di una protezione sociale di base che copre altri campi (vedi più indietro il paragrafo dedicato). Se si rientra in questa categoria, consigliamo di rivolgersi ad un ente assicurativo privato.

I limiti della copertura
L’assicurazione contro gli incidenti sul lavoro copre sia quelli occorsi sul posto di lavoro sia quelli avvenuti sul tragitto per recarsi al posto di lavoro.
La giurisprudenza belga qualifica come incidente “qualsiasi avvenimento improvviso che causa una lesione”. Nel concreto, questa definizione viene interpretata in senso piuttosto ampio, nel senso che l’evento non deve necessariamente essere un fatto straordinario o estremamente traumatico, ma ci deve essere una lesione (qualunque fatto che causi incapacità di lavorare, ricorso a una spesa medica o, nei casi estremi, il decesso).
Per fare un esempio pratico, un’infermiera che sposta quotidianamente i pazienti potrebbe risentire, magari alla fine di una giornata di lavoro più intensa del solito, di una forte lombalgia che la tiene a letto per qualche giorno: ciò è considerato un incidente sul lavoro ed è quindi previsto un risarcimento proporzionale alla gravità della lesione).
Nel rispetto dei principi di diritto belga, il lavoratore deve poter dimostrare che l’incidente sia stato effettivamente un avvenimento improvviso e, soprattutto, che abbia portato a una lesione.

Sono considerati incidenti sul luogo di lavoro tutti gli incidenti “che si verificano durante o a causa dell’esecuzione del contratto di lavoro”. Nella pratica, fatti apparentemente equivoci, come una caduta dalle scale mentre si tornava da una pausa caffè, vengono risarciti in quanto considerati come incidenti sul lavoro. Si noti dunque come, anche in questo contesto, la legge tuteli il lavoratore (la parte debole del contratto), visto il principio per cui qualunque incidente avvenuto nel corso del contratto di lavoro viene presunto come conseguenza di tale contratto lavorativo. La prassi mostra quanto sia difficile per le assicurazioni opporsi al risarcimento, visto che dovrebbero dimostrare l’assenza di legame tra l’incidente e il luogo di lavoro.
Sono considerati incidenti di lavoro anche gli incidenti avvenuti sul tragitto per andare al lavoro, quelli che sono definiti come infortuni nel tragitto casa-lavoro. Posto il tragitto casa-lavoro come il normale tragitto che il lavoratore compie per recarsi al lavoro (e viceversa), vi sono incluse anche alcune possibili variazioni di percorso. Infatti, la giurisprudenza tutela il lavoratore anche se quest’ultimo effettua una serie di soste o di deviazioni: sempre andando a lavoro può fermarsi a far benzina, accompagnare i propri figli a scuola, fermarsi a causa di eventi di forza maggiore (incidente stradale, calamità naturali).

Incapacità temporanea e incapacità permanente
Una volta che il diritto alla riparazione è aperto, il lavoratore deve tenere presente che questa non coincide con il vecchio salario e che varia a seconda di tre casi di incapacità definiti dalla legge, la cui durata minima dev’essere di almeno 15 giorni:
• Incapacità temporanea totale: il lavoratore non ha la possibilità di riprendere il lavoro e le sue lesioni sono ancora in evoluzione. Il lavoratore ha diritto a ricevere il 90% del proprio stipendio (con un tetto di 40 mila euro lordi all’anno) dall’assicurazione;
• Incapacità temporanea parziale: le lesioni sono ancora in evoluzione ma il lavoratore può riprendere il proprio posto ordinario o uno adattato. In questo caso gli spetta un risarcimento dall’assicurazione pari alla differenza tra la vecchia e la nuova remunerazione determinata dalla nuova funzione che ricopre;
• Incapacità permanente: la situazione delle lesioni è definitiva e non cambierà più.

Si determina allora un “tasso d’incapacità permanente” che identifica l’ammontare della somma dovuta al lavoratore ed è determinato in base:
• alla gravità dei danni permanenti,
• all’età del lavoratore,
• alla sua formazione,
• alle sue possibilità di reintegro.

Questi ultimi criteri possono apparire strani, ma trovano spiegazione nell’idea che la persona ha subito una perdita di competitività sul mercato del lavoro. A seconda della gravità della condizione, si avrà diritto ad un sussidio annuale o, nei casi più seri, ad una vera e propria rendita mensile (vedi i link in nota). Nel caso concreto, di solito l’assicurazione offre un tasso alla vittima, nel quadro di un “accordo-indennità”, che si può accettare oppure no; in quest’ultimo caso, ha inizio un’apposita procedura giudiziaria presso il Tribunale del lavoro. Per poter stimare l’ammontare delle indennità in questi tre casi, consigliamo di fare riferimento al sito ufficiale del FAT, in particolare consultando i link in nota.

Infine, nella tragica ipotesi del decesso del lavoratore, la legge accorda certi diritti alla famiglia, con una rendita mensile al coniuge (circa il 30% dello stipendio dello scomparso) e un’altra somma mensile per ogni figlio (circa il 15% dello stipendio). Sono tuttavia possibili variazioni delle percentuali sopra indicate, sensibili di alzarsi in caso di redditi medio-bassi.

In concreto, il vostro status dopo l’incidente
In genere, la maggior parte degli incidenti di lavoro non dà luogo ad alcun tipo di incapacità lavorativa; in questo caso, se l’assicuratore ha comunque riconosciuto che siete stati vittima di un incidente, avrete diritto al rimborso delle eventuali spese mediche e di viaggio sostenute per le cure. La vostra situazione verrà comunque garantita per un intervallo di tempo di tre anni (délai de revision) durante il quale, nel caso in cui le vostre condizioni di salute conseguenti all’incidente si aggravino, avrete diritto a una revisione del vostro status e all’eventuale riconoscimento dell’incapacità di lavoro.
Nei casi in cui l’assicurazione riconosce una vostra incapacità temporanea di lavorare causata dall’incidente, vi verrà versato un rimborso delle spese mediche e un’indennità di incapacità temporanea; le cifre a cui avrete accesso variano a seconda che la vostra situazione sia riconosciuta come incapacità temporanea parziale o totale (vedi paragrafo precedente) e in base alla gravità delle vostre lesioni.
Con i tempi che cambiano secondo le vostre condizioni di salute, nel momento in cui le vostre lesioni verranno ritenute stabili vi verrà riconosciuta l’incapacità lavorativa permanente (date de consolidation) oppure, nel caso in cui questo momento corrisponda alla vostra guarigione, verrete dichiarati guariti senza incapacità permanente e reintegrati al vostro lavoro; in tal caso, se l’incapacità temporanea data più di 30 giorni, la vostra guarigione dovrà essere certificata da un medico.

L’accordo con l’assicurazione e gli eventuali problemi
Se invece l’assicuratore ritiene che siate un caso di incapacità lavorativa permanente, vi verrà fatta una proposta di regolamento del vostro incidente, contenente questi dati:
• Descrizione delle vostre lesioni permanenti;
• Il vostro tasso percentuale di incapacità permanente (vedi paragrafo precedente);
• La vostra remunerazione di base per l’anno precedente l’incidente;
• La data di consolidamento delle vostre lesioni;
• Gli eventuali apparecchi ortopedici o le protesi di cui avete bisogno in seguito all’incidente.

La proposta dà origine a diverse situazioni:
Se il lavoratore accetta la proposta dell’assicurazione, il vostro dossier verrà trasmesso al Fonds des Accidents du Travail (FAT), che ne esaminerà l’equità rispetto al lavoratore e la conformità alle norme di legge;
Se invece il lavoratore non è d’accordo, può fare ricorso presso il Tribunale del lavoro;
Se il dossier viene regolarmente accettato dalle parti e tutto va bene, il FAT lo approva entro 3 mesi e l’accordo non sarà più rinegoziabile;
Se il FAT ritiene che alcuni dati vadano rivisti può sospendere la procedura, per un massimo di 2 mesi, per consentire alle parti di rivedere il dossier e modificarlo;
Se invece il FAT non approva l’accordo comunicherà la propria decisione al lavoratore e all’assicuratore tramite raccomandata; a questo punto, o l’impresa modifica il proprio punto di vista e propone un nuovo accordo, oppure la questione verrà giudicata dal Tribunale del lavoro;
Nei casi in cui l’assicuratore rifiuti di riconoscere l’incidente come incidente di lavoro, il FAT può decidere di aprire un’indagine, della quale il lavoratore verrà tenuto al corrente.

NB: In ogni caso, se il lavoratore non è d’accordo con una decisione (sia essa del FAT o dell’assicurazione), può fare ricorso al Tribunale del lavoro.

Se si hanno dei dubbi, rivolgersi al FAT che organizza una permanenza settimanale.