(P) Incapacità e invalidità al lavoro

/ maggio 23, 2016/ Sopravvivere in Belgio

I lavoratori dipendenti, i disoccupati e i lavoratori autonomi che non possono lavorare a causa di una malattia NON professionale o in seguito ad un incidente NON di lavoro, hanno diritto alle indennità di incapacità di lavoro, le quali prendono il nome di invalidità dopo un anno di incapacità.

Lavoratori dipendenti, indipendenti e disoccupati: cosa c’è da sapere

Attenzione! In questo paragrafo trattiamo insieme le categorie dei lavoratori dipendenti e autonomi perché a differenza di altre branche della sicurezza sociale, la prestazione di incapacità al lavoro è molto simile per ambo le categorie (solo, come tutte le prestazioni sociali, più svantaggiosa per gli autonomi).
Per dichiarare la propria incapacità di lavoro è necessario completare un certificato di incapacità insieme al proprio medico curante (poco importa che sia di base o uno specialista). Il modulo può essere richiesto alla mutua cui si è iscritti. Una volta fatta questa operazione, è necessario che la persona che si trovi nella condizione di incapacità faccia pervenire questo documento al medico consulente della propria mutua via posta (non è da depositare nella cassetta delle lettere dove si mettono le vignette per i rimborsi!).

La dichiarazione va fatta all’inizio dell’incapacità di lavoro della persona:
– se operaio, dispone di 14 giorni dal primo giorno dall’incapacità;
– se impiegato, dispone di 28 giorni dal primo giorno dall’incapacità;
– se disoccupato, dispone di 2 giorni dal primo giorno dell’incapacità;
– se indipendente, dispone di 28 giorni dal primo giorno dell’incapacità.
Ritardare significa perdere il 10% dell’indennità al giorno. Tuttavia, se si è ricoverati in ospedale, si hanno a disposizione 48h dalla dimissione dall’ospedale.
NB: Anche in caso di prolungamento dell’incapacità, oltre la data di fine incapacità prevista, è necessario comunicarlo tempestivamente alla propria mutua.

Per vedere riconosciuto il diritto a ricevere l’indennità relativa all’incapacità di lavoro è necessario, oltre ad essere affiliati ad una mutua o alla CAAMI, soddisfare diverse condizioni.
1) Se lavoratore dipendente al momento dell’incapacità:
– aver lavorato almeno sei mesi, avendo in ordine i contributi versati;
– se dipendente o disoccupato, aver lavorato 120 giorni in 6 mesi (se part-time 400 ore in 6 mesi);
– vedersi riconosciuta l’incapacità di lavorare.

2) Se lavoratore autonomo:
– aver pagato i contributi per almeno due trimestri e non essersi trovati in una condizione di incapacità durante quel periodo;
– vedersi riconosciuta l’incapacità lavorativa.

L’incapacità viene riconosciuta se queste due condizioni sono riunite:
– la persona non porta avanti più l’attività lavorativa per ragioni di salute;
– la persona è riconosciuta incapace al 66 % rispetto all’ultima professione esercitata e a quelle che potrebbe esercitare con la propria formazione.

Come detto all’inizio per far sì che l’incapacità sia riconosciuta,  il medico curante deve riportare sul modulo previsto dalla mutua una data di inizio e una di fine dall’incapacità di lavoro. Questo dossier deve essere trasmesso dal paziente al medico consulente della mutua che all’inizio prende atto della situazione, poi la analizzerà a fondo e deciderà:
– se cambiare la data del quando terminerà l’incapacità
– oppure se convocare il paziente per un’ulteriore visita.

I controlli continuano durante il periodo di incapacità e sarà il medico della mutua ad occuparsene.

L’INAMI anche controlla la persona che riceve le indennità, tramite convocazione. È necessario andare preparati, infatti il medico può porre domande sullo sviluppo della malattia, sulla storia clinica, sugli studi, sulla carriera professionale ecc. Visto che i controlli esistono, una persona che riceve un’indennità per incapacità, prima di andare all’estero deve comunicarlo alla propria mutua: potrebbe anche essere richiesta un’autorizzazione

A quanto ammontano le indennità? Se la condizione di incapacità sopraggiunge quando il lavoratore è dipendente, allora l’indennità è uguale al 60 % della retribuzione lorda e, a partire dal settimo mese, la situazione familiare avrà un peso nel determinare la percentuale (vi è sempre un tetto massimo e un tetto minimo per quel che riguarda l’indennità che si può ricevere). Ci sono diverse fattispecie che determinano la somma a cui si ha diritto, è utile prendere contatto con l’INAMI
Per i lavoratori indipendenti, l’indennità è forfettaria a seconda della situazione familiare del lavoratore autonomo. Anche qui è utile prendere contatto con gli esperti.

Questa tabella dovrebbe facilitare la comprensione del quadro complessivo delle indennità.

Incapacità DISOCCUPATI OPERAI IMPIEGATI INDIPENDENTI
I primi 15 giorni Indennità pagata dalla mutua Salario garantito pagato dal datore di lavoro Salario garantito pagato dal datore di lavoro Alcuna indennità
Primo mese Indennità pagata dalla mutua
dal II al XII Indennità pagata dalla mutua Indennità pagata dalla mutua  (forfait)
XII mese Dopo il XII mese si passa all’invalidità

Nel caso in cui la persona che riceve l’indennità voglia riprendere un lavoro è necessario:
– dichiarare alla mutua che si sta riprendendo un lavoro;
– domandare l’autorizzazione del medico consulente della mutua.

Fatta questa procedura è possibile iniziare a lavorare, anche prima di avere ottenuto l’autorizzazione scritta. Il medico dispone di 30 giorni per fornirla o negarla. Mentre per fare un po’ di volontariato, è importante che il medico consulente della mutua possa costatare che l’opera come volontario sia fattibile per lo stato di salute in cui la persona si trova (non è esattamente un’autorizzazione).

L’ invalidità
L’invalidità è un termine che indica una condizione prodottasi solo in seguito ad una malattia NON professionale o ad un incidente che è avvenuto NON sul lavoro o sul tragitto casa-lavoro-casa. Essa rappresenta il proseguimento di una situazione di incapacità determinata, non ci stancheremo di ripeterlo, da un evento privato e non da uno frutto del rapporto di lavoro.
Si entra nella fascia dell’invalidità quando si è riconosciuti come incapaci di lavorare per più di un anno. Il periodo di invalidità comincia dunque a partire dal secondo anno di incapacità lavorativa.
Per essere riconosciuti come invalidi è necessario soddisfare le stesse condizioni per ricevere l’indennità di incapacità, più essere stati nello stato di incapacità per più di un anno.

Se si soddisfano le condizioni sopra elencate è possibile rivolgere domanda di riconoscimento della propria situazione di invalidità al Conseil médical de l’invalidité (CMI), ovvero l’organo deputato a tale compito da parte dell’INAMI (Institut national d’assurance maladie-invalidité).
A questo punto della procedura, il CMI potrà:

  • accettare la domanda e riconoscere lo status di invalidi;
  • domandare al medico curante ulteriori prove mediche della vostra condizione di invalido;
  • invitare l’invalido a svolgere un esame medico supplementare presso una Commissione regionale del CMI, composta da tre medici.

In ciascuno di questi casi, la decisione finale sarà presa dall’INAMI e solo per un periodo determinato, finito il quale la domanda di invalidità sarà automaticamente riesaminata.
Se a un certo punto il CMI prende la decisione di porre fine al riconoscimento della condizione di invalidità, verrà notificata la data a partire dalla quale la persona non sarà più riconosciuta come invalida né, tanto meno, incapace di lavorare; in tal caso si torna sul mercato del lavoro o si richiede la disoccupazione.
Se la persona in questione non è d’accordo con la decisione del CMI,  allora può fare ricorso presso il Tribunale del lavoro entro i 3 mesi successivi la notifica del rifiuto della domanda o del suo mancato rinnovo. Queste procedure sono piuttosto lunghe (possono arrivare fino a 2 anni) ma solitamente è possibile chiedere l’assistenza del sindacato per completare tutti i passaggi.

Importante: in attesa del risultato del ricorso si diritto a un sussidio provvisorio di disoccupazione da parte dell’ONEm.