Assistenza sociale e salute

maggio 23, 2016/ Senza categoria/

Le diverse branche del diritto si incontrano, dando origine a situazioni impreviste che col tempo vengono codificate.

In questi due paragrafi cercheremo di esaminare i risultati prodotti dalla combinazione tra:
• diritto alla salute e assistenza sociale

Prima di esaminare queste combinazioni, è utile ricordare cosa intendiamo quando parliamo della sicurezza sociale. È il sistema che, attraverso una determinata redistribuzione finanziaria, garantisce a tutta o ad una parte della popolazione, tre tipi di revenu (trad. in italiano: reddito):
1. revenus de remplacement
2. revenus de complément
3. revenus minimums résiduaires (aide sociale)

(1) Il primo tipo di revenu ha come obiettivo di compensare la perdita del reddito, determinata dalle variazioni che influiscono sulla continuità della attività professionale. Per variazioni intendiamo quelle dovute alla mancanza del lavoro e all’impossibilità fisica di continuare a lavorare:
• pensioni, disoccupazione ;
• incapacità (come la maternità) e invalidità in seguito a una malattia NON professionale o a un incidente che NON si produce all’interno del rapporto di lavoro ;
• incidenti sul lavoro, o sul tragitto casa-lavoro-casa, che determinano un’indennità per un’incapacità provvisoria o permanente;
• malattia professionale.

(2) L’obiettivo di questo tipo di revenu non è di sostituire il reddito, ma di integrarlo in seguito a degli eventi che determinano delle spese non previste: educazione dei figli e le cure mediche.

Le prestazioni che rientrano in questa categoria sono:
• gli assegni familiari ,
• l’assicurazione medica.
NB: l’INAMI (institut national d’assurance maladie-invalidité) distribuisce in alcuni casi i revenus de remplacement (indennità d’incapacità e d’invalidità) e in altri casi i revenus de complément (cure mediche).

(3) Questo regime è residuale ed è slegato dal rapporto di lavoro, infatti non è necessario aver lavorato per averne diritto. Garantisce un reddito minimo a chi non ha niente e a chi non è coperto dalle due categorie di prestazioni qui sopra riportate. È un dispositivo che è in teoria messo a punto per lottare contro l’esclusione sociale e la povertà. Le prestazioni che rientrano in questa categoria sono:
• la garanzia di reddito per le persone anziane, la cosiddetta GRAPA;
• le indennità per le persone portatrici di handicap;
• le prestazioni familiari garantite;
• l diritto all’integrazione sociale DIS (comprende il Reddito d’integrazione sociale RIS) e il diritto all’Aiuto sociale (comprende l’aiuto medico urgente AMU).

Ad un medesimo rischio, ovvero l’indigenza, corrispondono diverse prestazioni non contributive.

Assistenza sociale e salute

Vediamo cosa produce l’interazione tra il diritto all’assistenza sociale e il diritto alla salute. In Belgio, oggigiorno, il sistema sanitario prosegue verso una copertura universale dei propri cittadini. Tuttavia, circa 20 anni fa,100 000 persone continuavano ad essere escluse dalla copertura sanitaria e circa venti anni dopo, l’8% delle famiglie afferma di rinunciare a garantirsi delle cure anche prescritte, perché il rimborso non è sufficiente.

In diversi casi, anche oggi, l’intervento dell’assistenza sociale, attraverso i CPAS, si rivela indispensabile per avere accesso ad alcune cure.

Abbiamo due tipi di prestazioni sanitarie garantite dall’assistenza sociale:
1. Aide sociale médicale ASM
2. Aide médicale urgente. AMU

Ricordiamo che l’Aide sociale è diverso dal révenu d’integration sociale il quale è solo d’ordine finanziario, mentre il primo si declina in diversi modi: due di questi sono, appunto, l’AMS e l’AMU.

Chi può accedere a queste prestazioni legate all’ aide sociale?
• Gli stranieri, ivi compresi gli europei che, hanno il diritto di soggiornare per più di 3 mesi in Belgio (e iscritti al registro degli stranieri). A parte l’AMU che è sempre garantito, il resto non è concesso durante i primi 3 mesi dall’arrivo;
• Gli stranieri autorizzati ad un soggiorno di durata illimitata (iscritti al registro degli stranieri) o stabiliti in Belgio (iscritti al registro della popolazione);
• I rifugiati;
• Coloro che, stranieri o autoctoni, una volta fatta richiesta al comune di residenza, aspettano di essere iscritti al registro della popolazione o degli stranieri.

L’AMS

Una parte dei costi che sono a carico di coloro che utilizzano il CPAS, può essere coperta dal CPAS attraverso ASM.

Attraverso un documento, che si chiama carta medica, un CPAS copre le spese mediche, quelle farmaceutiche e di soggiorno in ospedale. La scelta di adottare o meno questa politica, è lasciata al CPAS. Questa carta permette al suo titolare di non dover richiedere per ogni prestazione l’autorizzazione al suo CPAS: semplifica alcune procedure

Oltre a questa carta medica, gli assistenti sociali, seguendo il dossier della persona beneficiaria della prestazione, devono garantire che la persona sia affiliata a una mutua o alla CAAMI, con la possibilità di dover pagarne i costi qualora la persona non ne abbia i mezzi per farlo.

Ultimo, ricordiamo che l’intervento del CPAS arriva solo quando tutte le altre strade possibili per coprire i costi della prestazione sono state percorse: un’inchiesta sociale da parte degli assistenti sociali sarà svolta per valutare l’opportunità o meno dell’intervento del CPAS.

L’AMU

Aiuto medico urgente è garantito a tutte le persone presenti sul territorio belga, anche quelli che sono in soggiorno illegale, in ogni momento del loro soggiorno. Il nome lascia immaginare che si tratti unicamente di un aiuto offerto in un momento di emergenza (come in seguito ad un incidente), ma non è così: l’AMU copre una visita medica generica, un trattamento da uno psicologo, l’acquisto di un farmaco ecc.

L’urgenza del trattamento è tuttavia determinata da un medico e non dal paziente o dal CPAS. Le uniche prestazioni escluse sono quelle di chirurgia estetica.
È da ricordare che solo in seguito alla sentenza di annullamento n° 95 della Corte costituzionale del 30 giugno del 2014 l’accesso alle cure mediche urgenti è stato riaperto ai cittadini europei che non ancora avessero trascorso 3 mesi in Belgio. Questo diritto era stato negato dal Governo Di Rupo nel 2012.