Education Permanente in Belgio

maggio 20, 2016/ Senza categoria/

“…ni la culture pour tous, ni la culture pour chacun mais la culture par chacun et avec chacun dans une optique de développement de tous.”
Marcel HICTER

Secondo l’articolo 1 del Decreto del reale del 17 luglio 2003 un’organizzazione di Education Permanente (E.P., da qui in avanti nel testo) ha come obiettivo quello di favorire e sviluppare negli adulti (si parla sempre di maggiorenni)
– una presa di coscienza e di conoscenza critica della società e dei suoi diversi aspetti
– delle capacità di analisi, di scelta, di azione e di valutazione
– un atteggiamento di responsabilità e di partecipazione attiva alla vita sociale, economica, culturale e politica.

Così, le associazioni di E.P. lavorano per sviluppare le attitudini di cittadinanza attiva e la pratica della vita comunitaria, associativa. Molte tra queste si concentrano particolarmente a un pubblico socio-culturalmente svantaggiato.

Attualmente sono circa 280 le associazioni di E.P. ai sensi del decreto del 2003, e occupano circa 2300 lavoratori a tempo pieno.

Storicamente, le radici della E.P., come concetto e approccio culturale, si può ricercare nella tradizione di Education Populaire, ovvero l’istruzione popolare che ha giocato un ruolo di emancipazione culturale e sociale dei lavoratori dagli anni venti in Belgio. Nel quadro della legge sulle 8 ore lavorative, sono stati votati i decreti reali del 1921 e del 1925 relativi alle «œuvres complémentaires à l’école», cioè le “opere complementari della scuola.”

La proliferazione e la diversificazione delle associazioni, così come l’amplificazione dei loro programmi, indusse nel 1971 l’adozione di un nuovo decreto reale atto a rafforzare l’inclusione e il sostegno di queste organizzazioni a livello regionale o nazionale. Questo è anche quando apparvero per la prima volta nei testi i termini di E.P., “formazione continua”, con l’obiettivo di includere tutti i cittadini, non solo il ceto popolare. Le organizzazioni ancora oggi riconosciute di E.P. ai sensi del decreto del 1971 sono ora considerate associazioni di “loisir culturels”, cioè di svago culturale.
Il rafforzamento di questa struttura associativa compì un ulteriore passo in avanti con il decreto reale dell’8 aprile 1976:

« Décret fixant les conditions de reconnaissance et d’octroi de subventions aux organisations d’éducation permanente des adultes en général et aux organisations de promotion socio-culturelle des travailleurs »

che significa “un decreto che fissa le condizioni per il riconoscimento e il rilascio di sovvenzioni a organizzazioni di formazione continua per adulti in generale e a organizzazioni per la promozione socio-culturale dei lavoratori “. L’articolo 1 già la definizione di E.P. esattamente come la intendiamo oggi.

In base al nuovo decreto, adottato nel 2003, la E.P. nella regione di Bruxelles e in Vallonia costituisce un caso pressoché unico nello spazio europeo, per il suo approccio e la definizione culturale e per la politica di riconoscimento e di sostegno strutturale da parte del governo. L’originalità di questo approccio culturale s’innesta perfettamente in dibattiti largamente presenti sia in Belgio che in Europa riguardo alle questioni della “formazione non formale”, della “formazione del cittadino” e della “formazione per tutta la vita”. Il Dipartimento E.P. fa parte del Service général de la Jeunesse et de l’Education permanente che fa parte dell’Administration générale de la Culture.