Dottorato di ricerca ovvero la carriera accademica in Belgio

maggio 20, 2016/ Sopravvivere in Belgio/

Perché sì, sappiatelo: fare il dottorato di ricerca vi apre la porte a 4 anni (3 in Italia) di duro lavoro di ricerca (sveglia quando volete, pranzo e cena quando volete, orari completamente sballati), ma qui in Belgio spesso anche di carico didattico e di ore di apprendimento (ovvero di corsi da seguire). Dopodiché con il vostro bel foglio siete pronti per l’accademia, ma un caveat grosso come una casa: per l’accademia solamente. Il dottorato non è ben visto né nel mondo dell’industria (per chi ha un dottorato di tipo scientifico-ingegneristico-tecnologico) né nel mondo della gestione di progetti e attività socio-amministrativo-politiche (per chi invece lo fa nel campo umanitario o delle scienze politiche, finanziarie e amministrative).

Quest’ultima affermazione non la troverete in nessuna pagina di Università o centro di ricerca, ma ve la può tranquillamente confermare qualsiasi postdoc, laureato e dottorato, del mondo, in qualsiasi lingua. Ci sono sempre gli esempi che confermano la regola, ma è bene che la carriera accademica, la carriera dottorale sia scelta con cognizione, pazienza e passione perché molti di voi saranno soprattutto la regola.

Come si accede al dottorato in Belgio?
Prima farsi una domanda: si vuole veramente fare il dottorato? Se siamo a questo punto della lettura, si può immaginare che la risposta sia sì, dunque la domanda seguente è: che tipo di dottorato? Una volta che avete definito il campo di ricerca, probabilmente attinente al vostro percorso di studi precedente/attuale, si valuta in quale delle molte università belga si vuole andare. Ognuna di queste ha un suo piano di dottorati separato con dei prerequisiti e delle condizioni diverse, alcune (molte) di queste dipendono dai piani di finanziamento del vostro dottorato.

Se siete inesperti di come si finanzia un dottorato allora il prossimo paragrafo è per voi.

Rimanendo nella generalità in quanto non si possono affrontare le politiche di finanziamento di ogni università, il dottorato in Belgio (così come in quasi tutto il mondo, tranne che…toh, in Italia) NON è un concorso pubblico: non ci sono finanziamenti stanziati dallo Stato a cui si può/deve accedere con un concorso pubblico, ma è una borsa di studio “a chiamata”.

Queste borse di studio pesano direttamente sui fondi di ricerca del promotore/supervisore/relatore di dottorato che possono avere varie origini: fondi universitari specifici, fondi regionali, federali (in Belgio), fondi statali, fondi europei, fondi internazionali europei e/o extra-europei. pensiamo a una ricerca sugli epititeti del mare nella poesia augustea confrontati con gli stessi nella poesia di alcune lingue del ceppo ugro-finnico, finanziata dall’Unione Europea a un network di università che comprende Ungheria, Finlandia, Romania e Italia: in questo caso è il bando europeo vinto dalle 4 università (1 per paese almeno, no?) che stabilisce quali sono le regole da seguire per poter accedere ai fondi in quanto studente di dottorato più le regole delle singole università (anche se in questo modo, la borsa è diretta e non deve passare per nessun concorso pubblico pure in Italia).

Quindi due possibilità:
– Avete una ricerca da proporre: cercate l’università più appropriata e fate domanda per una borsa di dottorato iscrivendovi direttamente presso l’università o contattate il professore che più vi garba presentando la vostra proposta e chiedendo di poter fare con lui un dottorato. A quel punto si inizia con le richieste di documentazione varia, in Belgio vi può essere richiesta in francese se siete in Vallonia (alla UMons, per esempio) o a Bruxelles (alla ULB, per esempio), oppure in Fiammingo (Olandese: il fiammingo non esiste!

È solo un terminologia per indicare l’olandese in terra belga, in più costituito da una moltitudine infinita di varianti dialettali) se siete nelle Fiandre o a Bruxelles in università di lingua fiamminga (VUB, per esempio) o, se vi va bene, in inglese;

– Cercate sui vari siti universitari nelle sezioni dedicate ai dottorati disponibili o nei motori di ricerca per trovare un dottorato (nel mondo, tipo PhDportal.eu) e fate una domanda diretta per uno che vi sembra papabile. Anche in quel caso ci saranno tutta una serie di requisiti da soddisfare che dipenderanno dall’università in questione.

Un esempio pratico, il più facile: un dottorato all’ULB
Molti sapranno, ma non fa male mai ripetere, che l’ULB è l’università libera di Bruxelles (Université Libre de Bruxelles), interessante e rinomato centro universitario creato dalla massoneria belga in forte opposizione con le strutture di alta educazione cattoliche come la K.U.L. (Katholieke Universiteit Leuven) e quindi anche alla più recente U.C.L. (Université Catholique de Louvain) da non confonderle, sarebbe un errore imperdonabile. Università libera da non confondere con la VUB (Vrij Universiteit Brussel), ovvero l’università libera di Bruxelles…???

Fermi un attimo, ma quante università libere ci sono? Beh, 2, perché alla fine degli anni sessanta quando moti di insurrezioni nella classe dirigente universitaria, nel corpo didattico e in quelli studenteschi fiamminghi si opposero all’imposizione del francese a lingua unica (meglio dire prioritaria) universitaria non solo si ebbe la divisione delle università cattoliche a Lovanio (Leuven = Louvain = Lovanio), ma anche delle università libere a Bruxelles. La storia non è così semplice, ma possiamo dire che tutte le comunità linguistiche hanno la loro università, spesso si trovano a pochi chilometri l’una dall’altra (caso della K.U.L. e della U.C.L.), a volte a pochi metri (caso della V.U.B. e della U.L.B.). Già le cose si complicano, ma se volete un bias iniziale, le mense sono sempre meglio nelle scuole/università fiamminghe.

Quindi supponiamo che si voglia fare un dottorato, si scelga una università di lingua francese, si scelga l’ULB (vedere dopo per la questione linguistica e la didattica) e si scelga la via più semplice, ovvero mi iscrivo e vediamo cosa mi offrono. C’è una bellissima pagina che vi spiega tutto, eccola qua:
www.ulb.ac.be/rech/doctorants/doctorat-inscription-doctorat.htmlhttps://www.ulb.ac.be/rech/doctorants/doctorat-inscription-doctorat.html
Abbiamo pure supposto che siate cittadini europei, altrimenti la procedura è diversa, ma si entra nel meandro delle richieste da fare per avere un visto che vi permetta di abitare e fare un dottorato per tutta la sua durata (vedere dopo dopo per la questione durata).

Un consiglio: fare un dottorato non è “continuare a studiare perché ci piace o avere un titolo, così ce l’ho più grosso degli altri e spacco tutti”, ma scegliere cosa si farà da grandi con dei pro e dei contro. Questo significa che oltre all’intenzione, si ha una vaga idea di dove si voglia andare a parare e una cosa estremamente ben vista è quella di contattare prima di tutto le persone (professori, ricercatori, etc etc) qualificati nel ramo della ricerca che ci interessa, sapere se hanno disponibilità non solo finanziaria, ma soprattutto di tempo e di interesse per seguire un dottorato e non fa mai male, anzi AIUTA moltissimo, il proporre loro qualcosa che si vorrebbe fare.

Questo in realtà è anche il consiglio, anzi, la procedura richiesta dall’ULB. Alla pagina sopra menzionata vi dicono subito che fare un dottorato, esservi ammessi, significa:
– Contattare un promotore/relatore:supervisore di tesi;
– Definire un progetto di ricerca;
– Fare una domanda di ammissione con detto supervisore;
– Cercare (sottinteso: con il promotore, se lui non ce la già) un finanziamento per il progetto.

Quelli elencati qua sopra sono i punti più importante, ma ci sono anche “la scelta di un comitato di accompagnamento” (vedere sotto) e fare un programma di ricerca e studio per il dottorato. Ciascuna delle voci elencate hanno degli utilissimi link esplicativi che accompagnano l’aspirante dottorando o dottoranda a capire cosa deve fare e in che contesto si muoverà, per cui il suggerimento è di prendere carta e penna, un paio di ore, e seguire l’istruzione guidata. Tutte le procedure possono (leggi meglio: devono) essere fatte in parallelo.

Il comitato di accompagnamento
Questo è importante e merita una menzione particolare. Chi è? Beh, le figure importanti nella vostra vita una volta che entrerete in un programma di dottorato sono:
– Il supervisore della tesi che non solo vi segue nel lavoro e stabilisce il ritmo (se siete fortunati), ma sarà anche chi controllerà e si rileggerà il vostro sbobbone di fine dottorato: ovvio che questa persona fa parte del corpo accademico dell’università (ULB, nel nostro caso);
– Un eventuale co-supervisore/promotore/relatore: deve far parte del corpo accademico dell’ULB, oppure essere membro permanente di un qualsiasi istituto di insegnamento superiore o di ricerca o istituto con il quale l’ULB ha una convenzione per le tesi di dottorato. In questa magica definizione stanno tutte i dottorati condivisi, ovvero tra università diverse sul territorio nazionale, internazionale, intercontinentale.

Questa sezione è purtroppo troppo lunga da descrivere perché le regole non solo dipendono da dove vengono i fondi, ma da quali università sono coinvolte e quindi variano di caso in caso. Occorre solo sottolineare che i dottorati in condivisioni sono all’ordine del giorno, soprattutto in periodi di penuria di finanziamenti (ovvero sempre).

Un esempio: avete fatto un lavoro di laurea…mi fermo, sì in questa frase si capisce quanto sia vecchio: per fare il dottorato occorre essere veramente laureato, ovvero essere usciti dal 3+2, un master, insomma. Anche in questo comunque verificate bene i requisiti dell’università o del bando prescelto. Diciamo che avete il titolo giusto per fare la domanda di dottorato e che in Italia, all’università di Cosenza, avete fatto un lavoro di ehm master sulla diffusione di particelle relativistiche in plasmi intergalattici turbolenti (non viene da un cartone animato giapponese, è un tema di ricerca vero) e che non solo il risultato è figo, ma l’università della Calabria/Cosenza non vuole darlo via, ma anche in caso vinciate il concorso pubblico, non ci sono i soldi per il vostro dottorato.

Nessun problema perché l’università di Cosenza stabilisce un accordo con la sezione dei sistemi dinamici del dipartimento di fisica dell’ULB che ha un centinaio di migliaia di euro per farvi fare un dottorato sul tema. Beh il ricco professore dell’ULB sarà il vostro promotore di tesi e magari il vostro caro professore dell’università di Cosenza firmerà per essere il vostro co-promotore.
E il comitato accompagnatore? È il vostro direttore di tesi (che può coincidere o no con il vostro promotore.

Caso in cui non coincide? Il vostro promotore è un ricercatore però il direttore è il professore capo del gruppo di ricerca) + almeno altri due membri del corpo accademico della facoltà (nell’esempio qua sopra, di scienze) dell’istituto dove farete il dottorato. Questo comitato deve essere formato al momento della prima iscrizione. Il comitato stabilisce non tanto cosa dovrete fare per il vostro lavoro di ricerca, ma cosa dovete fare nel vostro dottorato (corsi e altro). Se vogliono possono pure avere da ridire se non sono d’accordo con la consegna della vostra tesi di dottorato.
– La vostra mamma o fidanzata/o.

Le procedure burocratiche
Anche queste dipendono dall’università prescelta, a volte pure dal tipo di dottorato (per esempio che prevede una componente tecnologica e/o industriale). Occorre iniziare per tempo, solitamente a inizio Gennaio per far parte del ciclo successivo di dottorato, per esempio l’apertura delle iscrizioni all’ULB per il dottorato 2016-2017 (primo anno) iniziano il 15 gennaio 2016. Una volta iscrittosi con tanto di promotore etc etc allora il dossier di iscrizione deve essere chiuso il più rapidamente possibile, ma tenere sempre in conto che ci vorrà un paio di mesi circa, tra appuntamenti, documenti, trafile, ritardi dell’autobus e della STIB, incomprensioni con burocrati di vari livelli e così via.

Alla pagina seguente trovate tutti i passi per diventare un/a dottorando/a a tutti gli effetti all’ULB, se l’università è diversa, nessun problema ci sarà una pagina analoga, magari scritta in inglese oppure in…olandese

https://www.ulb.ac.be/enseignements/inscriptions/inscription-doctorat.htmlhttps://www.ulb.ac.be/enseignements/inscriptions/inscription-doctorat.html
https://www.ulb.ac.be/enseignements/inscriptions/inscription-doctorat.html
Riassumo qua le nozioni importanti: un dottorato (3 ciclo di formazione, il più alto, secondo gli standard Belgi) è un corso universitario che consiste nell’accumulo di almeno 180 crediti, di cui 60 devono essere ottenuti attraverso la formazione dottorale.

Per accedervi? All’ULB, occorre che abbiate almeno un titolo di Master equivalente a 120 crediti ottenuto da una università francofona belga, oppure un qualsiasi istituto di insegnamento superiore belga o straniero con tanto di equivalenza di quel titolo secondo la riforma di Bologna, oppure da una qualsiasi scuola che però vi attesti con tanto di documentazione che il titolo rilasciato vi possa far accedere al dottorato. Attenzione: comunque l’accesso al corso di dottorato sarà oggetto di esame della commissione di facoltà dei dottorati, gruppuscolo nutrito di accademici che non hanno altro da fare che stabilire se siete idonei al dottorato o no (da un punto di vista dei documenti, della ricerca proposta etc etc).

Piccola nota: nonostante la riforma di Bologna abbia svariati anni, nessuno la considera. Quando si parla di equivalenza, chiedete bene all’istituto dove volete fare il dottorato e alla sezione ministeriale che si occupa di equivalenza di titoli di studio, risparmierete tempo (link in questo documento, alla sezione equivalenze).

Quanto costa? Dipende dall’università, ma l’ULB vi fa pagare 835 euro al momento della prima iscrizione per tutto il ciclo dottorale. Per gli anni successivi si pagano solo delle spese amministrative che ammontano a circa 32 euro. Ogni anno, se non si raggiungono i 60 crediti necessari, occorre riscriversi.

Quanto dura? Dipende. Il dottorato in Belgio dura 4 anni, quasi come nel resto del mondo. Se durante il dottorato vi viene assegnato o domandate ufficialmente un carico didattico a tempo pieno avete fino a 6 anni. Oltre questi due intervalli potrete continuare la vostra ricerca solo se la commissione dottorale dà l’assenso al proseguimento del progetto di ricerca. Inoltre sarete esaminati una volta l’anno (qui in Belgio come ovunque nel mondo) e ogni anno la commissione di dottorato può dare o negare il suo assenso alla continuazione del vostro progetto dottorale, assenso che deve essere poi confermato o rifiutato dalla commissione di facoltà, lo stesso gruppuscolo di cui sopra.

Spesso una o più prove intermedie ufficiali sono previste (colloquio, articoli, report, esami…): normalmente sono organizzate durante il primo o secondo anno di dottorato, oppure durante il terzo o quarto se il dottorato è fatto a tempo parziale. Comunque anche il lavoro fatto per le prove viene poi conteggiato con un certo numero di crediti dipendenti dall’università, all’ULB fino a 20, e la prova viene fatta inderogabilmente prima della tesi. Sembra ovvio, ma non lo è. CI si può appellare alla decisione negativa del comitato di accompagnamento, la decisione ultima resta alla commissione di facoltà. Se non si supera la prova intermedia, non si può introdurre una nuova domanda di accesso al dottorato per almeno 5 anni.

Il Dottorato Europeo
È semplicemente un dottorato (in co-tutela o no) dove una parte della ricerca è stata fatta in un altro istituto di ricerca o di insegnamento superiore in un altro paese europeo, l’esame finale della tesi viene sostenuta non solo in (francese all’ULB), ma anche in un’altra lingua europea, almeno parzialmente, un membro della giuria di valutazione viene da un istituto di ricerca o insegnamento superiore di un altro stato europeo e ovviamente il tutto è approvato dalla commissione di valutazione in seguito anche a due rapporti scritti di due professori appartenenti a istituti europei stranieri. La qualificazione europea è tanto utile quando un biglietto scaduto del tram davanti a un controllore, se c’è bene, se non c’è, tanto nessuno si accorgerà mai della sua assenza.

Lingua
Cosa vuol dire? Beh, se siete in Vallonia, la lingua di insegnamento e di dottorato è sicuramente il francese, spesso lavorerete in fiammingo. Se siete a Bruxelles dipende dall’istituto, può essere il francese e/o l’inglese e/o il fiammingo, a volte anche tutte e tre insieme; se siete nelle fiandre sarà spesso l’inglese.

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Se avrete, o il dottorato prevede, o siete così appassionati da chiedere, un carico didattico, dovrete avere una padronanza della lingua, orale e scritta, decisamente alta per far fronte a tutte le incombenze del caso, questo caveat è soprattutto per chi vuol fare il dottorato nelle università fiamminghe dove l’olandese per la didattica è richiesto.