(P) I contratti di lavoro subordinato in Belgio

/ maggio 19, 2016/ Senza categoria

I contratti previsti dalla legge del 3 luglio 1978

La legge del 3 Luglio del 1978 prevede diversi contratti di lavoro, che sono:

1 – il contratto di operaio;

2 – il contratto d’impiegato;

3 – il contratto di rappresentante commerciale;

4 – il contratto di lavoro domestico;

5 – il contratto di lavoro a domicilio;

6 – il contratto di occupazione studentesca.

Vi sono altri tipi di contratto, ma questi vengono regolati da altre disposizioni.

1) e 2) Il contratto di lavoro di operaio e d’impiegato

La legge del 3 luglio del 1978 fa una distinzione tra status di operaio e status d’impiegato:

– gli operai svolgono principalmente un lavoro manuale;

– gli impiegati svolgono un lavoro intellettuale.

Il contratto, quindi, sarà piuttosto determinato dal lavoro realmente effettuato, invece che dalle qualifiche possedute dal lavoratore. In seguito a diverse sentenze della Corte Costituzionale belga che giudicava discriminatoria la distinzione, il Parlamento federale, con la legge del 26 dicembre del 2013, ha armonizzato i due status1.

Tuttavia, la legge 3 luglio 1978 sui contratti di lavoro continua a definire in modo diverso il contratto di lavoro di operaio e d’impiegato. Ma come è possibile capire se un lavoro è da operaio o da impiegato? Rispondere a questa domanda è molto importante perché non si può concludere un contratto se non si conosce la natura del lavoro. Per questo motivo la legge belga ha fatto una differenza tra le diverse professioni:

1 – professioni da operaio

  • il lavoratore che testa le televisioni con strumenti di misura;
  • il guardiano della domenica delle istituzioni bancarie;
  • l’autista delle ambulanze che ha ottenuto un diploma di autista di ambulanze;
  • il guardiano notturno degli ospizi;
  • la cameriera;
  • il commesso;
  • il portiere di un palazzo;
  • il portiere degli hotel di lusso;
  • il guardia-caccia;
  • il fattorino porta a porta;
  • il vigile del fuoco, anche se qualificato;
  • il macellaio;
  • la donna delle pulizie in hotel, anche se gestisce altro personale.

2 – Professioni da impiegato

  • Il lavoratore che talvolta si assume la direzione dell’impresa, che si occupa di fare i colloqui e che è anche capo della sicurezza (consigliere di prevenzione);
  • il guardia-caccia;
  • la lavoratrice nei cinema, che fa sia lavori manuali che la cassiera;
  • il receptionist di notte in hotel;
  • la commessa che lavora alla cassa e che serve i clienti in una tea-room;
  • il capo cuoco (Chef);
  • il tutore/guardiano di un gruppo di 25 persone handicappate;
  • l’infermiere;
  • il primo ufficiale meccanico di un’imbarcazione;
  • il lavoratore che fa l’ottico in un atelier;
  • l’aiuto familiare e sanitario che accudisce gli anziani;
  • il fruttivendolo che lavora in un grande negozio.

3) Il contratto di rappresentante commerciale

Il rappresentate commerciale è un lavoratore dipendente che s’impegna, dietro compenso, a conoscere la clientela, negoziare un affare e concludere un negoziato. Egli può lavorare in tutti i settori tranne quello assicurativo. Questo lavoratore è sotto l’autorità di uno o più committenti.

Il rappresentante commerciale firma un contratto diverso dal contratto tradizionale di lavoro dipendente e la legge gli riserva uno status speciale: è considerato lavoratore dipendente fino a prova contraria. Questo perché quella del rappresentante commerciale è una categoria i cui lavoratori sono facilmente camuffabili da finti autonomi e quindi la si vuole tutelare.

Per poter concludere un contratto di rappresentante commerciale si devono soddisfare le condizioni seguenti:

  • che vi sia un vincolo di subordinazione;
  • che lo scopo principale sia la rappresentanza commerciale, dimostrando anche gli elementi caratteristici del mestiere (sondaggio e analisi dei clienti, negoziazione e conclusione di affari).

La retribuzione del rappresentante commerciale consiste sia in uno stipendio fisso, che in delle provvigioni. Tuttavia può essere anche misto: fisso con possibilità di guadagnare delle provvigioni. Salvo clausole specifiche al termine del contratto di lavoro, le disposizioni della legge che vengono applicate ai lavoratori dipendenti, si applicano anche ai rappresentanti commerciali. Invece le norme in materia di durata dell’orario di lavoro non vengono applicate ai rappresentanti commerciali.

4) Il contratto di lavoro domestico

Il contratto di lavoro domestico è il contratto con il quale un lavoratore “domestico” s’impegna, dietro retribuzione e sotto l’autorità di un datore di lavoro, ad effettuare principalmente dei lavori domestici di tipo manuale secondo i bisogni del datore di lavoro stesso e della sua famiglia.

In questo contratto vi sono due elementi molto importanti e imprescindibili:

1 – i lavori manuali devono essere di tipo casalingo; le persone che effettuano questi lavori, quindi, sono dei lavoratori domestici e non degli operai. Non sono considerati lavoratori domestici coloro che svolgono dei lavori non casalinghi (autista privato, badante di un malato, ecc.) o esterni all’abitazione (giardiniere, ecc).

2 – Il lavoro manuale deve essere dedicato direttamente e principalmente all’attività casalinga privata del datore di lavoro, e non ad un’impresa industriale o agricola.

5) il contratto di lavoro a domicilio

  • Il contratto di lavoro a domicilio si distingue dagli altri contratti per due elementi essenziali:
  • il lavoratore deve svolgere il lavoro da casa sua o da un domicilio scelto da lui;
  • il lavoratore può svolgere il suo lavoro sia sotto la sovrintendenza del suo datore di lavoro, sia autonomamente.

Questo contratto deve contenere obbligatoriamente le clausole seguenti:

  • l’identità e l’indirizzo del datore di lavoro e del lavoratore;
  • la retribuzione convenuta;
  • il rimborso delle spese inerenti al lavoro a domicilio (riscaldamento, elettricità, ecc);
  • il luogo, o i luoghi scelti dal lavoratore per svolgere il suo lavoro;
  • la descrizione succinta del lavoro convenuto;
  • il regime lavorativo (a tempo pieno o a tempo parziale), e/o l’orario di lavoro e/o il volume totale di lavoro convenuto;
  • la commissione paritaria competente.

Dobbiamo anche sottolineare che la categoria del “telelavoratore” non rientra in questa categoria di contratto, in quanto viene regolamentata da un contratto specifico.

6) Il contratto di occupazione studentesca

Il contratto di occupazione studentesca è un contratto di lavoro concluso tra uno studente e un datore di lavoro, dove lo studente si impegna a fornire, sotto l’autorità del datore di lavoro, e contro retribuzione, dei servizi lavorativi.

Il contratto di occupazione studentesca è in realtà un normale contratto di lavoro di operaio, di impiegato, di rappresentante commerciale o di lavoro domestico (da determinare in base al tipo di lavoro che viene effettivamente svolto dallo studente).

Tuttavia, quando un contratto d’occupazione studentesca viene concluso, vi sono delle condizioni supplementari che devono essere rispettate. Infatti, le disposizioni di legge che riguardano specificamente il contratto d’occupazione studentesca mirano a fornire allo studente, che non ha alcuna esperienza nel mercato del lavoro, tutte le informazioni necessarie per esercitare il suo lavoro con cognizione di causa. Tali disposizioni servono a proteggere lo studente che si confronta occasionalmente con il mercato del lavoro, dove non ha ancora delle esperienze in attivo.

Lo studente che “entra” nel mercato del lavoro e che rispetta le condizioni necessarie per la conclusione di un contratto d’occupazione studentesca, deve obbligatoriamente vedersi offrire un contratto d’occupazione studentesca e non un contratto di lavoro ordinario. Il datore di lavoro non ha scelta. I regolamenti riguardanti il contratto di lavoro per studenti comprendono diversi aspetti, che vengono gestiti e studiati da diverse istituzioni.

Chi può firmare un contratto d’occupazione studentesca?

Coloro che possono firmare questo tipo di contratto sono tutti gli studenti iscritti alla scuola secondaria, all’università ed a formazioni professionali e pedagogiche con un monte ore settimanale di 40 ore. Il limite minimo di età è di 15 anni, a condizione che non si sia più sottoposti all’obbligo scolastico, altrimenti 16 anni per il resto dei casi. Non c’è limite massimo di età. L’elemento centrale dello status di studente è quello di svolgere un’attività studentesca come attività principale: senza questo requisito non sarà possibile firmare un contratto d’occupazione studentesca. Gli studenti stranieri, se iscritti ad una scuola o università belga, hanno gli stessi diritti dei cittadini belgi.

Alcuni studenti, però, non possono usufruire di questo contratto, in particolare:

  • gli studenti che hanno lavorato per più di dodici mesi per lo stesso datore di lavoro, anche con un contratto di’occupazione studentesca;
  • gli studenti iscritti ad una scuola serale o con orari ridotti;
  • gli studenti che svolgono uno stage non retribuito facente parte del programma di studi.

Generalità del contratto d’occupazione studentesca

Questo tipo di contratto va scritto riportando al suo interno tutti gli elementi essenziali citati sopra. In caso contrario si andrebbe incontro a sanzioni. E necessario fare sempre due copie originali del contratto, una per il datore di lavoro e una per lo studente. Il periodo del contratto può essere solo di tipo determinato. I primi tre giorni lavorativi sono di prova, e durante questo lasso di tempo il contratto può essere interrotto da una delle due parti o da entrambe. Per quanto riguarda il preavviso di rottura del contratto, dopo il periodo di prova, bisogna seguire la tabella indicata sotto:

Durata dell’impegno Preavviso del datore di lavoro    Preavviso dello studente
 ≤ 1 mese  3 giorni  1 giorno
 > 1 mese  7 giorni 3 giorni

Per quanto riguarda la retribuzione, vi sono delle differenze fatte in base all’età:

Età % Salario Mensile

 

Salario per ora

Calcolato su 38 ore alla settimana 

21 100 1.501,82 9,12
20 94 1.411,71 8,57
19 88 1.321,60 8,02
18 82 1.231,49 7,47
17 76 1.141,38 6,93
16 70 1.051,27 6,38

Ricordiamo che il Re può sottrarre completamente dal regime della sicurezza sociale alcune categorie di lavoratori anche se hanno un contratto di lavoro. Tuttavia vi sono dei criteri che regolano questa facoltà: il lavoro deve essere accessorio e di breve durata. Un esempio classico è appunto quello dei lavori per studenti, i cosiddetti job étudiant. In questo caso la durata del lavoro non può superare i 50 giorni e se li supera, allora lo studente e il datore di lavoro dovranno pagare i contributi per tutti i 50 giorni precedenti più per i giorni a venire. Se invece lo studente supera i 50 giorni, però con diversi datori di lavoro, allora i contributi dovranno essere versati a partire dal 51° giorno.

Altri tipi di contratto

Tra le altre forme di contratto presenti in Belgio citiamo: il contratto di stage e il contratto di apprendista; il contratto d’artista e i titres-services.

1) Contratto di stage e contratto di apprendista

Il contratto di stage non va considerato come un contratto di lavoro, in quanto non tratta la prestazione di un’attività lavorativa in cambio di una retribuzione, ma dell’ottenimento di un diploma di fine studi o di un accesso a una professione specifica. In questo contratto non vi è l’obbligo di retribuzione.

Il contratto di apprendista o di formazione è il contratto firmato tra un lavoratore e il suo datore di lavoro, che s’impegna a fornire una formazione riguardante il posto di lavoro. Per quanto riguarda i contratti d’immersione professionale, un’indennità è garantita a seconda dell’età dello stagista.

2) Contratto d’artista

Per questioni di spazio, non affrontiamo nel dettaglio la questione del contratto di artista. Ci limitiamo a dire che molti artisti non hanno situazioni stabili come quella di avere un datore di lavoro fisso. la loi programme du 26 décembre 2013 permette anche agli artisti di essere considerati come lavoratori salariati, quindi protetti dal regime di sicurezza sociale, però con qualche passaggio oscuro all’interno della disposizione, come ad esempio quello di farsi riconoscere come artista da una commissione pubblica che deve valutare il contenuto della performance…2

3) Titres services

Il dispositivo dei titres-services nasce nel 2004 con l’obiettivo di far uscire dal lavoro nero tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che prestavano la propria opera prevalentemente nel settore delle pulizie domestiche, senza essere legati da un contratto di lavoro. Nel 2014 si contano circa 130 mila lavoratori impiegati con un contratto di lavoro dipendente che utilizza le condizioni offerte dai titres-services. Lo Stato partecipa alla spesa del costo del lavoro e così permette all’utilizzatore di scaricare le spese al momento in cui compila la dichiarazione dei redditi e al datore di lavoro di poter assumere più facilmente. Il tutto garantendo al lavoratore di disporre di un salario regolare, di pagare i contributi, di avere i diritti di un lavoratore a tutti gli effetti. Tuttavia è da ricordare che i disoccupati completi hanno una via preferenziale, in quanto le imprese di titres-services devono avere il 60 % dei lavoratori provenienti dalla disoccupazione completa.3

La durata dei contratti di lavoro in Belgio

In Belgio un contratto di lavoro può essere:

  • a durata indeterminata;
  • a durata determinata;
  • temporaneo o ad interim;
  • per un lavoro nettamente definito;
  • di sostituzione.

1) Il contratto di lavoro a durata indeterminata

Il contratto di lavoro a durata indeterminata è un contratto che non ha un limite di tempo. La regola generale di questo tipo di contratto è la seguente: se il datore di lavoro ed il lavoratore non hanno previsto la durata del contratto, esso viene considerato automaticamente a durata indeterminata.

Questo contratto non necessita di nessuna formalità obbligatoria. Può essere concluso anche oralmente, anche se è preferibile concluderlo per iscritto.

Un contratto di lavoro può essere anche part-time, però le condizioni richieste sono più stringenti4: il contratto deve essere concluso per iscritto prima che il lavoro incominci; su questo scritto deve essere riportata la durata e l’orario di lavoro. Ogni volta che l’orario fisso o variabile è modificato, allora il datore di lavoro deve riportare su documenti specifici queste variazioni.

La durata di un lavoro a tempo parziale non può essere inferiore ad un terzo della durata settimanale media dell’impresa; il turno non può essere inferiore a tre ore.

2) Il contratto di lavoro a durata determinata

Il contratto a durata determinata è caratterizzato da una data che segna la fine del rapporto lavorativo tra il datore di lavoro ed il lavoratore. Questo tipo di contratto deve essere concluso in forma scritta e deve essere firmato obbligatoriamente da entrambe le parti prima dell’entrata in vigore dello stesso. Se la data di fine rapporto non viene menzionata, allora questo verrà considerato a durata indeterminata. Lo stesso avviene se le due parti in questione continuano il loro rapporto lavorativo anche dopo la data di fine rapporto presente nel contratto.

Per quanto riguarda gli eventuali contratti successivi, in genere non è possibile firmare dei contratti successivi a durata determinata senza che fra essi vi siano delle interruzioni consistenti. È possibile concludere dei contratti di lavoro successivi solo alle condizioni seguenti:

  • vi è la volontà del lavoratore;
  • il datore di lavoro deve mostrare che questo tipo di contratto è giustificato da motivi legittimi: come un contratto di ricerca scientifica, per degli spettacoli o quando l’impresa è in difficoltà economiche;
  • si possono concludere solo quattro contratti successivi, a patto che la durata minima di essi sia di tre mesi e che la loro durata massima non superi i due anni 5.

3) Il contratto per un lavoro nettamente definito

Questo tipo di contratto non è caratterizzato dalla durata, ma da un lavoro preciso da svolgere (per esempio un attore in un film). Quindi l’elemento centrale di questo contratto è la precisazione del lavoro che il lavoratore dovrà svolgere, essenziale per poter valutare la retribuzione. Il contratto finirà solo quando il lavoro richiesto sarà concluso.

4) I contratti temporanei o ad interim

Per poter concludere un contratto per un lavoro temporaneo o attraverso un’agenzia interinale, è necessario rispettare i motivi seguenti:

  • la sostituzione di un lavoratore permanente;
  • un aumento eccezionale del lavoro;
  • l’esecuzione di un lavoro eccezionale;
  • certe prestazioni artistiche occasionali.

Il contratto per un lavoro temporaneo viene concluso direttamente da un datore di lavoro e un lavoratore. Il contratto di lavoro ad interim viene concluso invece tramite una società interinale che sarà l’intermediario. Questo tipo di contratto può essere concluso sia con una durata determinata, sia che per un lavoro nettamente definito. Deve essere obbligatoriamente scritto ed è possibile fare dei contratti successivi nei limiti previsti dalla legge.

5) Il contratto di sostituzione

Questo tipo di contratto viene firmato quando il contratto di un lavoratore permanente viene sospeso per diversi motivi (interruzione di carriera, malattia, ecc). Questo contratto va reso in forma scritta e deve contenere il motivo della sostituzione e l’identità del lavoratore sostituito. Questo contratto può essere interrotto tramite un apposito preavviso, e/o quando il lavoratore rientra in servizio. La durata di questo contratto non può superare i due anni, tranne se si tratta di un’interruzione di carriera. Questo contratto non può essere impiegato in caso di sciopero dei lavoratori.

1 In particolare per quel che riguarda il preavviso di licenziamento o di dimissioni che ha la stessa durata a partire dal 2014.

2 Rimandiamo al documento elaborato dall’ASBL L’atelier des droits sociaux sullo statuto d’artista: http://www.atelierdroitssociaux.be/brochure/comme-dirait-magritte-ceci-nest-pas-un-statut-de-lartiste (consultato il 1° dicembre 2015)

3 Altre info : http://www.emploi.belgique.be/defaultTab.aspx?id=651 (consultato il 3 gennaio 2016)

4 in quanto il part-time viene considerato come una deroga al classico contratto di lavoro a tempo pieno

5 Vi è una deroga alla deroga: se un funzionario designato dal Re l’autorizza, allora la durata massima per contratti a durata determinata successivi può essere di 3 anni.