Soggiorno in Belgio: cittadinanza europea e carte E/E+

maggio 18, 2016/ Senza categoria/

La libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea è una delle 4 libertà di movimento sui cui si fonda l’Unione Europea: libertà di circolazione di merci, capitali, servizi e persone. Quest’ultima viene sancita e regolamentata fin da subito con il Regolamento europeo 1612/68, aggiornato e sostituito dalla Direttiva europea 2004/38. Contrariamente a quanto comunemente si crede, non basta essere cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea per circolare, risiedere e stanziarsi liberamente in un altro Stato membro e acquisire immediatamente e automaticamente i diritti legati alla cittadinanza europea.

La libera circolazione delle persone nasce come un diritto pensato per i lavoratori, estendendosi nel tempo a studenti, pensionati, disoccupati, inattivi e così via con la Direttiva 2004/38. Restano tuttavia dei tratti nelle disposizioni applicabili ai cittadini europei in materia di libera circolazione che rimandano profondamente al fatto che il diritto alla libera circolazione sia nato e si sia evoluto a partire dalla figura del lavoratore.

La cittadinanza europea, che si aggiunge a quella nazionale, si acquisisce quando si verificano contemporaneamente due requisiti:
– essere cittadino di uno Stato membro dell’Unione;
– aver usufruito della libertà di circolazione, ossia aver soggiornato in un altro Stato membro diverso da quello di origine per più di 3 mesi (essendo regolarmente registrati, come previsto dalla direttiva 2004/38, dopo 3 mesi di soggiorno).

In Belgio, come negli altri Stati membri UE, non vi è obbligo di registrazione per i primi 3 mesi di soggiorno. Dopo 3 mesi, il cittadino di un altro Stato membro UE è tenuto a registrarsi alle autorità competenti. Il cittadino UE non necessita di un permesso di soggiorno, bensì di un attestato di registrazione, titolo di soggiorno che attesti la sua presenza nel paese di destinazione.

Tuttavia, gli Stati membri non si sono completamente aperti al soggiorno di cittadini provenienti da altri paesi UE. Per proteggersi dal temuto e paventato “turismo del welfare” (migrazione per usufruire dei benefici sociali di un paese con standard di welfare più alti di quello d’origine), essi si sono riservati il diritto di garantire il soggiorno ai cittadini provenienti da altri Stati membri “che non rappresentino un onere eccessivo” per il proprio sistema di welfare. In seguito, spiegheremo come questa disposizione sia applicata in Belgio. Ma andiamo per gradi e cronologia.

Dopo 3 mesi di soggiorno in Belgio, il cittadino europeo si iscrive al Comune di residenza. Quest’ultimo rilascia generalmente (vedere sotto: chi la ottiene), dopo il controllo della residenza da parte della polizia, un attestato di registrazione/titolo di soggiorno, ovvero la Carta E.

Carta E: titolo di soggiorno/attestato di registrazione che vale per i cittadini europei, accerta l’iscrizione al Registro degli stranieri.

Chi la ottiene?
– Il cittadino europeo, salariato o non salariato;
– Il cittadino europeo che dimostra di avere risorse sufficienti e una assicurazione di malattia;
– Il cittadino europeo che ha ottenuto il ricongiungimento familiare con un altro cittadino europeo residente in Belgio;
– Lo studente regolarmente iscritto.

Per mantenere il titolo di soggiorno (Carta E) il cittadino europeo deve successivamente dimostrare di mantenere le condizioni che sono state necessarie per il suo ottenimento.
Nel caso di un lavoratore attivo, egli dovrà dunque dimostrare di avere un lavoro.
Nel caso di un cittadino inattivo, egli dovrà invece dimostrare di soddisfare tre condizioni contemporaneamente:
– essere attivamente alla ricerca di un posto di lavoro (prove di richiesta di lavoro, colloqui, etc.);
– avere “buone possibilità” di trovare lavoro (prove di corsi di formazione, di lingua, etc.);
– avere risorse sufficienti per non essere considerato un onere eccessivo per lo Stato sociale.

NB: Durante i primi 5 anni di registrazione, l’Ufficio degli Stranieri (“Office des Étrangers”) può ritirare al cittadino europeo iscritto con Carta E il diritto al soggiorno se non viene soddisfatta anche una sola delle 3 condizioni di cui sopra, oppure se viene considerato un onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale del paese (ricorso all’assistenza sociale).
Dopo 5 anni di residenza continuativa con la Carta E, può essere inoltrata al Comune la richiesta per la Carta E+.

Carta E+: titolo di soggiorno permanente, apre il diritto alla parità di trattamento con in cittadini belgi. Dal momento dell’acquisizione della Carta E+, l’iscrizione del cittadino europeo passa dal Registro degli stranieri, al Registro della popolazione.

Infine, si hanno dei diritti specifici da conoscere prima di partire. Si tratta dei diritti legati al lavoro e ai contributi sociali versati durante gli anni di lavoro in un altro Stato membro dell’UE: i diritti di Sicurezza Sociale.