Chi è coperto dalla sicurezza sociale

/ maggio 17, 2016/ Senza categoria

Principi generali relativi alla copertura per i salariati, gli indipendenti e i funzionari
Primo principio: “Tutte le persone che esercitano una attività professionale in Belgio devono essere coperte da un regime di sicurezza sociale.”

Tre elementi importanti presenti in questo principio:
– che per avere la sicurezza sociale bisogna lavorare, anche se abbiamo visto come questo principio sia nella pratica “disatteso” perché vi sono prestazioni che non dipendono dal passato professionale della persona (come l’aide social );
– è imperativo essere coperti dalla sicurezza sociale ed è sufficiente lavorare per esserlo;
– si parla di un regime, non di un singolo regime di scurezza sociale. Infatti ve ne sono tre: quello dei salariati, degli indipendenti e quello degli agenti dei servizi pubblici/funzionari.

Secondo principio: “Le disposizioni legali relative alla copertura alla sicurezza sociale sono d’ordine pubblico”
Le disposizione legali possono essere regolamenti o leggi in materia di scurezza sociale. Nella gerarchia delle fonti, ricoprono un ruolo preponderante rispetto ad altre disposizione dato che la materia è considerata d’interesse generale. Questa forza delle disposizioni legali della sicurezza sociale fa sì che se due persone stipulano un contratto in cui né l’una né l’altra pagano i contributi, questo contratto non è valido e quindi devono rimediare (nonostante la volontà delle due parti).

Terzo principio: “Per una stessa attività professionale una persona può essere coperta solo da un regime di sicurezza sociale”
Ciò significa che se io lavoro come falegname con un contratto di lavoro per una ditta per 6 ore al giorno e invece le restanti due ore come indipendente sempre per la stessa ditta svolgendo le stesse funzioni, allora il regime da indipendente verrà considerato come fraudolento quindi le 8 ore al giorno saranno soggette al regime dei salariati.

Quarto principio: “Se una persona esercita due attività professionali distinte, questa persona potrà essere coperta da due regimi di sicurezza sociale”
È possibile essere coperto da due regimi di sicurezza sociale. Ad esempio se la mattina il lavoratore fa il muratore per la ditta X e la sera il Dj come indipendente per il locale Y, allora pagherà due diversi tipi di contributi.

La copertura della sicurezza sociale in Belgio per lavoratori salariati
Quello dei salariati è il regime più importante e copre circa 4 milioni di persone. La legge che lo regola è la loi du 27 juin 1969 che rimodella quella del 1944 che aveva posto le basi per la sicurezza sociale. La legge sopracitata si applica al lavoratore e al datore di lavoro legati da un contratto di lavoro. Il datore di lavoro in genere è considerato come un indipendente, ma qui si ritrova a pagare i contributi per il lavoratore. Visto questo obbligo per il datore di lavoro di pagare i contributi, appena assume un lavoratore deve trasmettere all’Organizzazione nazionale della sicurezza sociale (ONSS ) una dichiarazione, la cosiddetta DIMONA, in cui comunica la nuova assunzione. Quindi l’ONSS in principio, escluso il lavoro nero, dovrebbe essere a conoscenza di tutti i rapporti di lavoro in Belgio.

Due commenti vanno fatti in merito a questa disposizione:
– La legge in questione non dà maggiori spiegazioni rispetto allo status giuridico del datore di lavoro. Non distingue se si tratti dello Stato o di un privato, quindi tutti i funzionari che non sono entrati per nomina o per concorso, ma per contratto rientrano nel regime di sicurezza sociale dei lavoratori salariati. Invece i funzionari statutari sono coperti dal regime degli agenti di pubblico servizio;
– Per combattere il fenomeno dei finti indipendenti la loi du 3 juillet 1978 prevede una serie di situazioni (présomptions) in cui il lavoratore è soggetto alla sicurezza sociale del regime dei salariati indipendentemente da quello che dice il contratto.

Le “presunzioni” riguardano:
• gli studenti,
• i rappresentanti di commercio,
• i farmacisti che non sono titolari della farmacia,
• i lavoratori interinali,
• gli sportivi retribuiti,
• i lavoratori che svolgono per uno stesso datore di lavoro due attività simili in cui quella principale è sotto contratto di lavoro, mentre quella accessoria sotto contratto commerciale (ricordate l’esempio del falegname al terzo principio?).

La questione si complica perché il Re ha il potere di estendere, limitare o eliminare alcune categorie protette dalla présomption.

Per quel che riguarda le estensioni facciamo quattro esempi:

1) gli statutari nominati dall’amministrazione pubblica hanno un regime ibrido per cui sono inseriti nel regime dei salariati per quel che riguarda la copertura sanitaria. Quelli sotto contratto, abbiamo visto prima che sono coperti dal regime di sicurezza sociale dei salariati tout-court.

2) i mandatari stipendiati delle associazioni. Essendo mandatari non dovrebbero essere vincolati da un rapporto di subordinazione perché potrebbero rinunciare quando vogliono al loro mandato. Se la subordinazione non è giuridica, nei fatti è economica ed il Re ha pensato bene di estendere a questa categoria la copertura della sicurezza sociale dei lavoratori salariati.

3) gli artisti: molti di loro non hanno situazioni stabili come quella di avere un datore di lavoro fisso. Quindi la loi programme du 26 décembre 2013 ha cambiato le carte in tavola, permettendo anche agli artisti di essere protetti dal regime di sicurezza sociale dei salariati, però con qualche passaggio oscuro all’interno della disposizione: come ad esempio quello di farsi riconoscere come artista da una commissione pubblica che deve valutare il contenuto della performance…

4) gli autisti di persone o di cose che non sono proprietari del veicolo. Il fatto di non possedere il veicolo implica che vi è una subordinazione economica, quindi il Re ha voluto inserire questa categoria nel regime dei salariati. Vale anche per i tassisti non proprietari.

Invece le limitazioni fanno sì che anche se vi è un contratto di lavoro subordinato che lega le due parti, il datore di lavoro e il lavoratore sono esentati dal versare i rispettivi contributi. Questo rende il contratto di lavoro più interessante per il datore di lavoro, perché il costo è minore. Questa limitazione vale ad esempio per gli stagisti.

Le esclusioni: il Re può sottrarre completamente dal regime della sicurezza sociale alcune categorie di lavoratori anche se hanno un contratto di lavoro. Tuttavia vi sono dei criteri che regolano questa facoltà: il lavoro deve essere accessorio e di breve durata. Un esempio classico è quello degli studenti lavoratori, i cosiddetti job étudiant. In questo caso la durata del lavoro non può superare i 50 giorni e se li supera, allora lo studente e il datore di lavoro dovranno pagare i contributi per tutti i 50 giorni precedenti più per i gironi a venire. Se invece lo studente supera i 50 giorni però con diversi datori di lavoro, allora i contributi dovranno essere versati a partire dal 51° giorno.

La copertura della sicurezza sociale in Belgio per i lavoratori indipendenti
Questo regime è meno importante di quello dei salariati: riguarda all’incirca un milione di persone in Belgio mentre quello dei salariati, come abbiamo visto prima, sui quattro milioni. Se non si è coperti dal regime dei salariati, o da quello degli agenti pubblici dello Stato, è necessario essere coperti almeno da questo. Il tutto è organizzato dalla A.R. n°38 del 27 luglio 1967. A differenza della legge sui salariati esposta prima, questa non è andata a sostituirsi a delle disposizioni precedenti che sistematizzavano le tutele per i lavoratori indipendenti: questa disposizione ha infatti riempito un vuoto. In questa disposizione, che crea di fatto uno statuto diverso da quello dei salariati, due categorie sono tutelate: gli indipendenti e gli aiutanti (les aidants, circa 50 mila lavoratori).

I lavoratori indipendenti
Il principio: per essere lavoratori indipendenti è necessario che una persona fisica (quindi non un ente morale) svolga un’attività professionale senza che però sia legata da un contratto di lavoro subordinato.
La domanda che viene da porsi è, ma quando un’attività può essere considerata come professionale? È importante trovare una risposta per distinguere un’attività professionale da quella che potrebbe essere considerata come un hobby. L’ A.R. n°38 non offre questi criteri, quindi sono stati i tribunali del lavoro attraverso le sentenze ad elaborare una soluzione:

1) l’attività professionale deve essere continua (habituelle); per essere tale è necessario che siano svolte regolarmente delle operazioni legate fra loro. Qui la giurisprudenza è vaga, cosa significa regolarmente? Quando delle attività sono svolte regolarmente? Sulla base delle sentenze precedenti, vediamo comunque che la nozione è intesa in maniera estensiva;
2) l’attività professionale deve avere una finalità lucrativa: anche se si guadagna poco, quello che conta è l’intenzione di generare profitto.

Come anche per i lavoratori salariati, anche il regime degli indipendenti prevede delle situazioni di estensione, limitazione e esclusione. Ma visto che sono residuali, proponiamo solo un esempio di estensione: i dirigenti di una società commerciale, loro sono considerati come indipendenti fino a prova contraria.

Gli aiutanti
Qui si parla di tutte quelle persone che assistono o sostituiscono un lavoratore indipendente nell’esercizio della sua professione senza essere impiegati come lavoratori salariati.
Non è una situazione frequente, infatti la maggior parte di quelli che lavorano con un indipendente hanno un contratto di lavoro; questa categoria è stata immaginata dal legislatore per rispondere all’esigenza di copertura di quelle persone che collaborano, fornendo aiuto, nell’esercizio della professione della moglie o del marito. Nel 2000 è stata fatta una legge che stabilisce che la sposa o lo sposo di un lavoratore indipendente che presta la propria opera per quest’ultimo, se non è coperta da altri regimi della sicurezza sociale, allora lo sarà da quello degli indipendenti, fino a prova contraria.